home

search

Da bianco a rosso

  Un respiro. Freddo, tagliente.

  Ray apre gli occhi, ma non vede nulla. Tutto intorno a lui è bianco. Un bianco accecante, senza ombre, senza confini. Le palpebre gli tremano, la testa pulsa, le orecchie fischiano in modo incessante. Cerca di muoversi, ma qualcosa lo trattiene. Le catene, pesanti e fredde, gli serrano i polsi e le caviglie.

  L’aria sa di niente. Nessun odore, nessun suono. Solo il proprio irregolare ed affannoso respiro.

  Poi, improvvisamente, un rumore. Un suono leggero ma che lacera quel silenzio.

  Una porta, davanti a lui, sembra dissolversi nel nulla spezzando quello sconfinato spazio bianco.

  Dalla soglia entrano due figure. Una di loro è in armatura mentre l'altra porta delle vesti più solenni. Hanno ali che sembrano provenire dai sogni: piume bianche e pallide che quasi si confondono con le pareti di quella stanza.

  La gente li chiama angeli, ma Ray non sente alcuna santità nel loro passo. Sembrano più giudici che salvatori.

  ?Dove si trova tuo padre?? chiede l'angelo in veste.

  Le parole si infrangono contro il suo silenzio.

  Ray lo guarda, confuso, con gli occhi cerchiati dalla stanchezza e dal dolore. ?Mio padre… è… morto.?

  L’altro ricoperto da un’armatura che non lascia alcun scorcio di viso, si avvicina e lo colpisce violentemente in faccia facendogli sanguinare il naso.

  La voce della figura in veste rompe nuovamente il silenzio: ?Pare che siamo partiti con il piede sbagliato. Piacere di conoscerti Ray, io mi chiamo Xavier e per un po’ giocheremo insieme.?

  Ray alza lo sguardo. Sembra un sorriso buono, gentile. Un sorriso del quale potresti fidarti ciecamente. Eppure… Quella sottile sensazione inquietante presagiva tutt'altro.

  ?Sei stato tu? Hai fatto tu tutto questo?? Ray lo guarda fisso negli occhi con paura mascherata da coraggio e rabbia.

  Xavier gli tira uno schiaffo che gli fa voltare la testa. ?Piccolo Ray, non mi pare di averti dato il permesso di parlare… o sbaglio?? La voce gli striscia sotto la pelle. ?Però, per stavolta, sarò gentile e risponderò alla tua domanda.? Ray ha paura. ?Personalmente non ho fatto nulla, tuttavia, è stato così divertente guardare dall'alto.? Gli occhi di Ray si sgranano. Alza leggermente la testa e vede un sorriso che va da orecchio ad orecchio. Le pupille di Ray tremano e la pelle diventa ruvida. Vorrebbe urlargli contro, vorrebbe male dirlo ma anche la sua voce sembra terrorizzata.

  ?Ora che hai capito il tuo posto perché non ci riproviamo? Allora, dove si trova tuo padre??

  ?Ma che cazzo stai dicendo? Se hai guardato tutto significa che già lo sai! è morto! L'avete ucciso voi bastardi!? Ray urla. La rabbia ha preso il sopravvento sulla paura al solo udire di quella domanda.

  Xavier fa due passi indietro. Il soldato due avanti. Gli afferra la mano. Ray si dimena, cerca di liberarsi, cerca di scappare presagendo già il peggio. Al cenno di Xavier segue un suono secco, come quello di un rametto verde, subito seguito da un urlo straziante di dolore. Il soldato gli spezza la prima falange.

  Poi di nuovo. Domanda. Risposta. Urla.

  Come fosse un circolo vizioso. Un'altra falange si spezza.

  E poi un'altra.

  E un'altra ancora.

  E poi ancora una.

  Lui sorride. Sorride come fosse un gioco. Come se la vita stessa fosse solo un gioco.

  ?Perché non vuoi collaborare, perché ti ostini. Tu non ne ricaverai nulla, è solamente una stronzata. Stai buttando la tua vita per nulla quindi perché non mi dici dove si trova tuo padre?!? Xavier si sta frustrando. Non sembra più un gioco.

  ?Ma di che stai parlando. Non ho la minima idea delle stronzate che stai dicendo! Mio padre è morto!? Ray ha il fiatone e gli cade la saliva dalla bocca.

  Xavier cambia sguardo. Lo guarda disgustato dall'alto in basso come fosse solo un verme. Fa un cenno diverso dagli altri, più deciso. Ray lo nota. I brividi gli corrono sulla schiena e nella testa l'idea di mentire, mentire per poter farla finita.

  ?Aspetta, aspetta!? Xavier fa cenno al soldato di fermarsi. ?Aspetta ti prego. Lui… lui si trova a sud. Su un'isola… un'isola che non appare sulle mappe, dove nessuno può trovarlo. Devi credermi ti prego!? Xavier non dice nulla. Si limita a fare lo stesso cenno. Xavier non gli crede. Tra i no disperati di Ray, i movimenti caotici nella ricerca di una via di fuga e le lacrime agli occhi le dita della mano opposta si ruppero tutte d'un botto. Poi le strappo di forza dalla mano.

  If you spot this narrative on Amazon, know that it has been stolen. Report the violation.

  ?Rincariamo la dose, così sembra non basti.? Ray sente la pelle raggrinzirsi. Brividi. Brividi ovunque.

  Il soldato estrae la spada che si portava a fianco. Ne tocca la lama e come per magia diventa rovente. Xavier cambia domande ma resta la stessa procedura.

  ?Dove sono gli altri membri?? E ancora, ?Ci sono infiltrati tra le nostre linee??

  Tutte domande le quali risposte date da Ray non lo soddisfano. Il soldato conficca la spada rovente nella sua schiena più e più volte. Lacera ed ustiona le sue carni. La stanza pian piano cambia colore. Per terra un bagno di sangue. Nell'aria un odore di bruciato. Ray non fa altro che urlare. Smette perfino di rispondere alle sue domande. Non ha più fiato. La vista si offusca. Inizia a sputare sangue e sembra che la vita lo stia lasciando quando, d’un tratto, le torture cessano. Xavier lo vede in fin di vita e cenno al soldato di fermarsi. Lasciano la stanza e Ray perde i sensi.

  è passata una giornata intera. Ray riprende conoscenza. Il risveglio sembra una copia del precedente però non sente più dolore. Le sue mani sono illese. La sua schiena tornata alle origini. Il sangue per terra sparito. Come se non fosse mai successo nulla. Poi di nuovo, la porta, i loro passi, la sua voce. Quella inquietante calma che trova al suo risveglio viene sostituita da terrore, ansia, panico, angoscia. Il respiro si fa pesante e il corpo sembra aver accettato il suo fato.

  ?Piccolo Ray, spero tu abbia dormito bene perché oggi abbiamo tanto da fare.? Ray non dice nulla.

  ?Cos’è questo mutismo, ieri urlavi tanto. Dai che se fai il bravo forse oggi ti faccio assaggiare la dolce luce del sole.? Ray non cade per la provocazione. Continua a tacere.

  ?Come vuoi, ed io che volevo essere gentile. Comunque, suppongo tu abbia notato che le tue ferite sono completamente guarite. è tutto merito di questa stanza. La luce che emette cura qualsivoglia ferita e non importa quanto queste siano gravi.? Ray non lo guarda, continua a restare in silenzio. Xavier si avvicina, lo prende per i capelli e lo costringe a guardarlo. ?E sai questo che significa? Neppure la morte ti porterà via da me. Così potremmo giocare e stare insieme ancora per molto, molto tempo. Non è meraviglioso?? Ray impallidisce e la paura gli blocca le parole.

  La giornata proseguì come la scorsa ma Xavier implementò delle nuove torture. Sensazione di annegamento, soffocamento, scorticamento. Senza pace, senza neanche tempo per pensare. Ray svenne di nuovo.

  Al risveglio del terzo giorno non cambia nulla. Ferite scomparse. Stanza pulita. Stesse catene. Ma una cosa è cambiata. Xavier non c'era più. Affianco al soldato c'è ora una donna.

  Ray non la guarda, accetta l'idea che la situazione non cambierà. Eppure quando il soldato dà le spalle alla donna questa lo uccide. La lama entra ed esce dalla gola in un unico movimento fluido ed il soldato cade all'indietro senza poter far uscire alcun lamento. Lei adagia il corpo a terra senza far rumore. Ray guarda il corpo incredulo e poi alza lentamente lo sguardo. Stesse ali pallide, ma uno sguardo smeraldo completamente diverso. Capelli neri mossi e sciolti. Porta un'armatura leggera. è pratica, senza ornamenti ed assomigliava più ad una soldatessa che a qualcuno dello stesso rango di Xavier.

  ?Va tutto bene. Non hai più bisogno di preoccuparti. La stanza non puoi guarire la morte, non si risveglierà.? La donna cerca di confortarlo mentre lo libera dalle catene. Le sue gambe e le sue braccia sono completamente intorpidite, ma finalmente è libero di muoversi.

  ?Ci sono solo io, solo i piani alti sanno di te. Ma appena sapranno della sua morte verranno qui. Te ne devi andare il prima possibile, lontano o in un posto sicuro.? dice la donna mentre lo aiuta ad alzarsi.

  ?Io… Io non capisco. Che sta succedendo?? è da tanto che non parlava, fino ad ora emetteva solo urla.

  ?Shh, non sforzarti, non mangi e non bevi da giorni. Non c'è tempo per le spiegazioni. Dimmi una curiosità, quanti anni hai??

  ?Quanti anni ho? Ne… ho 15? Ray non capisce perché di questa domanda. Al dire il vero non capisce nulla di tutta questa situazione.

  La donna lo prende per mano e lo trascina lungo il corridoio. ?Ah, non manca poi così tanto. A tempo debito avrai tutte le risposte che cerchi.?

  Ray non sa se avere paura o essere sollevato del suo arrivo. Non sa se fare domande o restare in silenzio. Non sa se può davvero fidarsi.

  ?Perché… mi hai… salvato?? riesce a chiedere a malapena.

  Lei non risponde subito. Resta in silenzio. Poi si ferma, si gira e lo guarda.

  ?In un certo senso… ho bisogno che tu viva.? La donna riprende a camminare. Raggiungono delle scale che salgono. Portano ad una botola che la donna spinge con forza. Al di là la foresta. Foresta che Ray conosce bene. Il sole è al tramonto, tra poco farà buio.

  ?Vai su, che aspetti. Ti sto donando la libertà. Se non te ne vai sarà tutto in vano.? Ray non sa ancora bene cosa dire, cosa fare. Inizia a guardarsi freneticamente attorno come per cercare qualcosa.

  ?Su su.? La donna lo incita nuovamente.

  Ray resta in silenzio ma continua a guardarsi attorno. Ha individuato in quale zona della foresta si trova e inizia a muoversi lentamente. Un passo indeciso come per controllare fosse davvero libero di andare. Poi un camminata lenta e insicura mentre fissa la donna. Poi si mette a correre. Sente di nuovo il fruscio delle foglie. Il verso degli uccelli. Il vento che gli corre contro.

  Corre finché non finisce il fiato.

  Corre mentre le ombre si allungano.

  Corre fino a quando intravede, finalmente, Satus.

  Si ferma. Respira a fatica, poi, si dirige verso casa sua. L'aria sa di ferro. Ray si copre la bocca con la mano mentre avanza. L'odore è cattivo ma non insopportabile. Le strade sono ancora ricoperte da corpi impalliditi. Nessuno è venuto a recuperarli. Nessuno è venuto a seppellirli. Anche nella morte , Satus, rimane insignificante.

  Intravede casa sua. May è ancora lì. Il suo corpo ha il colore della cenere. Le mosche le ronzano attorno. Per terra il suolo è imbrunito dal sangue. Adam è nelle stesse condizioni.

  La notte avvolge tutto quanto.

  Rimuove la lancia. Sposta le macerie. Le lacrime di Ray scendono anche sul volto di May mentre la tiene in braccio. Fascia i corpi come meglio può e dice loro un ultimo addio prima di seppellirli.

  Poi, il silenzio.

  Il fruscio dei rami. Le mani sporche di terra. Quella lancia argentata per terra che non ha il coraggio di prendere. Un coccio di vetro a pochi passi da lui.

  Lo prende e si siede accanto alle fosse. è bello.

  Nella testa solo tragedie. Chiude gli occhi. Il vetro si avvicina sempre più alla gola. Sembra l'unica via per il sollievo.

  Ma improvvisamente…. passi, diretti nella sua direzione. Il fuoco di una torcia scaccia quella oscurità. Il calore di una mano blocca la sua. Si chiede se lo abbiano trovato. Poi parla una voce femminile.

  ?Ma che stai facendo? Sei per caso scemo??

Recommended Popular Novels