La luce del mattino filtrava dolcemente attraverso le finestre del castello, mentre due piccole figure camminavano lungo il corridoio in pietra, dirette verso l'uscita."Non preoccuparti, saranno prove semplici!" Celis sorrise con sicurezza, le mani intrecciate dietro la schiena e lo sguardo allegro rivolto a Tatsuya.
Il bambino le camminava accanto, con passo un po' incerto ma il petto gonfio d'orgoglio. "Pff... per me saranno una passeggiata!"Celis scoppiò a ridere e, superandolo di qualche passo, si voltò indietro con aria fiera. "Questa è la mentalità giusta!"
Poi tornò al suo fianco, abbassando leggermente la voce. "Anche io ho dovuto affrontare tre sfide, sai? Prima di diventare una principessa medica."Lui la guardò di scatto, con gli occhi spalancati e curiosi. "Davvero?! Che tipo di prove erano?"
Ma Celis scosse la testa con un sorrisetto furbo. "Eh no, non sarebbe giusto dirtelo in anticipo."Il volto del bambino si afflosciò in un'espressione buffa e delusa. Le braccia penzolavano lungo i fianchi e la schiena si curvò in segno di sconfitta."Che cattiva..."Lei rise divertita. "Tanto sono facili! Non serve che insisti!"
Appena oltrepassarono il grande portone d'ingresso, si trovarono davanti il re in persona, circondato da una decina di cavalieri in armatura lucente.
"Wow... tutta questa gente?" Tatsuya si girò verso Celis con un sopracciglio alzato.La bambina si guardò attorno, un po' sorpresa anche lei. "Forse... è per garantire la sicurezza tua e del re?"Tatsuya si grattò la nuca con aria perplessa. "Sicurezza? Esagerati..."
Fu allora che il re si avvicinò, con passo solenne ma sguardo gentile. "Tatsuya, ti senti pronto ad affrontare le sfide?"Il bambino incrociò le braccia, alzò lo sguardo e rispose con tono convinto: "Io sono nato pronto!"l re sorrise compiaciuto, poi si voltò verso Takeda. "Porta un cavallo.""Un cavallo?! Sììì! Andrò a cavallo!" Tatsuya esultò saltellando sul posto.
Il sovrano salì su una carrozza elegante, mentre Takeda si avvicinò con un destriero dal manto lucido. Sollevò Tatsuya con facilità e lo sistemò in sella."Celis, accompagnalo tu.""Sì, certo!"
Tatsuya si raddrizzò con orgoglio sul dorso del cavallo, come un piccolo eroe pronto a partire. Ma non appena l'animale cominciò a muoversi...
"Uwaaaaah! è partito!" Strinse le redini nel panico, il viso teso e le gambe che tremavano.Celis, seduta dietro di lui, lo afferrò per la vita ridendo di gusto. "Ahahah! Ma non eri quello 'nato pronto'?!"
"Non ridere!" sbuffò lui, con le guance gonfie e un broncio infantile."Scusa, scusa!" disse lei coprendosi la bocca per contenere le risate. "è che... sei troppo buffo quando fai quella faccia!""Tsk... Non è colpa mia se è la prima volta che salgo su un cavallo..."
Celis continuò a ridacchiare, mentre il piccolo corteo si metteva in marcia verso il luogo dove tutto sarebbe iniziato.
Il gruppo arrivò in una radura circondata da alti alberi, con fiori selvatici che punteggiavano il terreno come spruzzi di colore su una tela verde. Un fiume tranquillo tagliava l'area in due, e sopra di esso si estendeva un lungo ponte di legno, leggermente curvo, come uscito da un dipinto.
Tatsuya osservava la scena da cavallo, affascinato. "Wow... è bellissimo qui."Celis scese per prima, poi si voltò verso di lui con un sorriso. "Dai, scendi. Ti aiuto."Tatsuya si lasciò scivolare giù dalla sella con l'aiuto di Celis, atterrando con un piccolo tonfo."Bene! Allora... dov'è la mia prima prova?"
Il re, che stava scendendo dalla carrozza, si avvicinò con passo calmo e un'espressione divertita. "Vedo che sei molto attivo questa mattina."Tatsuya cominciò a saltellare sul posto, pieno di energie. "Sì! Non vedo l'ora di affrontare le sfide! Fatevi sotto!"Il re lanciò uno sguardo alla radura, poi indicò il ponte. "La tua prima sfida è lì."
Il bambino si voltò verso il ponte, confuso. "Eh? Dove? Io non vedo niente!"
L'uomo fece qualche passo in avanti e si fermò ai piedi della struttura. "Salici sopra."
Le guardie, nel frattempo, si disposero ai lati in formazione da battaglia, come se si aspettassero un attacco da un momento all'altro.
Il piccolo si irrigidì, lo sguardo che rimbalzava tra i cavalieri e il ponte. "A-aspettate! Devo affrontare... tutti quei cavalieri?! Ma io... io sono solo un bambino!"Il re scosse il capo con tono serio. "Non dovrai affrontare nessun cavaliere.""Allora perché si sono messi così?! Vogliono farmi fuori comunque?!" chiese Tatsuya con voce tremante.
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Celis intervenne subito, inginocchiandosi al suo fianco con un'espressione dolce. "Non preoccuparti. Nessuno ti combatterà. I cavalieri sono lì solo per sicurezza."Tatsuya deglutì e si calmò appena. "A-allora devo solo... salire su questo ponte? Tutto qui?"Il re annuì con serietà. "Mettiti al centro. La sfida inizierà a momenti.""Pff, che prova ridicola..."
Tatsuya salì con sicurezza, si mise al centro del ponte e si mise in posa, flettendo con esagerazione quei muscoletti inesistenti. "Ahahah! Ma questa è una passeggiata!"Poi, proprio mentre sorrideva...
Crac. Una delle assi davanti a lui svanì nel nulla, come se fosse stata inghiottita dall'aria stessa.
Il bambino sgranò gli occhi. "Eeh?! Ma...!" Guardò in basso. Il ponte era alto. Troppo alto. Cadere da lì significava farsi molto, molto male. Istintivamente si voltò per tornare indietro... ma anche il legno alle sue spalle cominciò a scomparire.
"C-che razza di scherzo è questo?!"
Il re, immobile al margine del ponte, parlò con voce ferma. "La prova è iniziata. Superala."
Il legno continuava a sparire, finché non rimase che una sottile porzione centrale. Tatsuya, tremando, si abbassò fino a sedersi, le gambe strette al petto."N-no! Non posso farcela! Io... io non so nemmeno nuotare!"
Celis si avvicinò al re, preoccupata. "Non ricordo questa prova... è sempre stata così?"L'uomo rispose con tono calmo, ma deciso. "No. Questa sfida è stata preparata appositamente per lui. Serve a rivelare il suo potere."
Celis strinse i pugni. "Sembra in difficoltà... posso intervenire?"Ma lui scosse la testa. "Non ancora."
Sul ponte, Tatsuya urlava, rannicchiato su se stesso. "Aiutoooo! Vi prego! Non voglio morire! AIUTATEMI!"
Poi, come se non bastasse, un'altra asse sotto di lui svanì, costringendolo ad alzarsi di scatto. Barcollava, gli occhi lucidi e il respiro affannato.Si girò verso il re, con un'espressione disperata. "Sei un bastardo! Vuoi solo uccidere un bambino di otto anni!"
Il re non rispose. Rimase fermo, il viso impassibile.
I minuti passarono. Tatsuya non si muoveva. Tremava. Barcollava. Urlava. "Non voglio morire... non voglio morire..."
Poi, finalmente... Crac. Le assi riapparvero una dopo l'altra, riformando il ponte come se nulla fosse accaduto.Tatsuya, aggrappato alle corde, si lasciò cadere a terra, esausto.
Il sovrano fece un cenno con la mano. "Celis. Cavalieri. Verificate le sue condizioni."
La bambina corse verso di lui, seguita da due uomini in armatura. I cavalieri sollevarono con cura il corpo tremante di Tatsuya e lo portarono sul prato, stendendolo delicatamente.
Sopra di lui, tra il cielo e il sole, apparve il volto preoccupato di Celis. "Va tutto bene... sono qui adesso." Dalle sue mani, una luce verde cominciò a brillare, avvolgendolo come un abbraccio caldo.
"Celis...? Sei tu?" mormorò Tatsuya, ancora stordito, mentre apriva gli occhi con fatica.
La ragazza gli sorrise dolcemente. "Sì, sono io. Ora rilassati." La sua voce era calda, come una coperta in una notte d'inverno. Tatsuya chiuse lentamente gli occhi, lasciandosi cullare da quella presenza rassicurante.
Nel frattempo, Takeda si avvicinò al re con un'espressione perplessa. "Maestà... quella prova è servita davvero a qualcosa?"Il sovrano scosse il capo lentamente. "Non lo so... non ha mostrato alcun segno, ma..."
Si interruppe. Takeda guardò Tatsuya disteso sull'erba, poi tornò a fissare il re. "Qual era esattamente l'obiettivo?"
Il re sospirò, incrociando le braccia. "Celis mi ha raccontato che quando ha trovato Tatsuya, i tre ragazzi che lo avevano aggredito erano sollevati da terra. Lei ha dovuto usare un incantesimo per riportarli giù... Per questo ho pensato che, sotto pressione, in una situazione di pericolo reale, i suoi poteri potessero risvegliarsi."
Takeda aggrottò la fronte. "è davvero una situazione complessa... un bambino comparso dal nulla che potrebbe racchiudere un potere distruttivo..."
Il re chiuse per un istante gli occhi, riflettendo. "Forse non ha funzionato perché sotto il ponte c'era solo un fiume. Nonostante la paura, non c'era un reale pericolo di morte. Quella volta, se Celis non fosse intervenuta... sarebbe morto davvero."
Il cavaliere osservò il ponte in silenzio, poi annuì. "Potrebbe essere. Allora la prossima prova..."
"...dovrà metterlo davvero sull'orlo della morte," concluse il re, con tono deciso, anticipando le sue parole.
Lui si morse il labbro, come se volesse protestare, ma il re lo fermò con un semplice sguardo.
Poco dopo, Celis si alzò. Aveva terminato di curare Tatsuya e si avvicinò a lui porgendogli la mano. "Su, prova ad alzarti."
Il bambino distolse lo sguardo, imbarazzato. Fino a pochi minuti prima si era atteggiato a eroe, spavaldo e sicuro. E ora... ora si sentiva solo un bambino debole. Si aspettava una presa in giro, una battuta.
Ma Celis non disse nulla. Si limitò a sorridergli. Un sorriso puro, senza giudizio. "Forza. Sali sul cavallo."
Lui la guardò, confuso, ma dentro di sé sentì un piccolo sollievo. Non essere deriso... era più di quanto si aspettasse. Senza dire una parola, si alzò e, con l'aiuto di Celis, salì in sella.
Il viaggio verso il castello fu silenzioso. Al loro arrivo, Celis si avvicinò a lui. "Dovresti andare a riposarti."Tatsuya scosse la testa. "Ma... devo affrontare altre due prove, no?"Lei rise piano, poi gli appoggiò una mano sulla spalla. "Sono state rimandate. Devi recuperare le forze prima."Il piccolo la fissò, poi abbassò lo sguardo. Un piccolo sollievo gli si fece largo nel petto. "...Grazie.""Quindi ora vai a riposarti," ripeté con gentilezza.
Tatsuya annuì, e con un'espressione grata, si voltò e si allontanò verso la sua stanza.

